
immagine presa dalla rete
“Il blu, colore dell’aria, del mare e del cielo. Della notte e del giorno”
E il blu è stato il leit motiv della sfilata alta moda primavera-estate 2012 di Chanel..o meglio del suo incredibile direttore artistico Karl Lagerfeld. Istrionico, fuori dal comune, geniale, stilista, fotografo, regista…amico di lunga data di Valentino…e lo stesso Valentino gli disse, durante il festeggiamento dei suoi 50 anni di carriera “dopo di noi, solo stracci”. Una frase che mostra arroganza…forse sì. Ma non so quanto sarà facile trovare artisti di questa portata in futuro. La sfilata per la prossima primavera estate l’ha pensata avvolta nel blu: più di 200 tonalità, fra il blu e l’azzurro, costellano i suoi vestiti ma non solo quelli! Tutti gli ospiti, le modelle ed i vestiti sono stati trasportati da Lagerfeld direttamente su un aereo, immersi nel blu che tanto ha esaltato.

immagine presa dalla rete

immagine presa dalla rete

immagine presa dalla rete
Abiti tempestati di cristalli, lucenti e ricchi di stoffe metalliche che variano fra le tonalità del cielocon delle tasche che permettono alle modelle un’aria scanzonata. Pochi accessori, se non fra i capelli, gli abiti sono qausi sempre sopra il ginocchio e quelli lunghi sono di chiffon, molto aerei, con trasparenze e ricamati, ancora una volta, con pietre preziose e cristalli. Lagerfel aveva detto che sarebbe stata la collezione più soprendente di tutti i tempi..e indubbiamente questi abiti, fanno volare!

immagine presa dalla rete

immagine presa dalla rete
Una ricetta da abbinare agli abiti leggeri e temepsati di piccole pietre? La pesca di Prato. Perchè? Perchè sono dei dolci sensuali e suadenti, dotate di una bellezza morbida ma avvolte dallo zucchero, un elemnto duro, necessario per la masticazione e che permette una maggiore gustabilità: ci costringe a masticare e quindi ad assaporare questo dolce…un po’ come le pietre messe ad arte su quei vestiti! Fermano lo sguardo e impediscono di scivolare via!

RICETTA: LE PESCHE DI PRATO (dal Libro di Claudio Martini Editore)
Ingredienti
Per la pasta
- Farina 0 kg 1,1
- Zucchero gr 240
- Burro gr 140
- Uova intere gr 500
- Lievito di birra gr 35
- Miele d’acacia gr 40
- Arancia candita gr 20
- Vaniglia in bacche metà stecca
- Acqua naturale gr 70
- Sale un pizzico
Per la crema
- Latte fresco intero gr 350
- Panna gr 150
- Zucchero gr 140
- Farina gr 40
- Tuorli d’uovo gr 120
- Sale un pizzico
- Baccello di vaniglia metà
- Buccia di limone una scorza
Per la bagna
- Acqua gr 80
- Zucchero gr 120
- Alchermes gr 60
Procedimento
Per la pasta brioche:
Primo impasto: mettere nell’impastatrice 450 gr di farina, 100 gr di uova, 60 gr di zucchero, 35 gr di lievito, 60 gr di burro e l’acqua (io ho intiepidito l’acqua e fatto sciogliere il lievito, ho messo la farina nella ciotola dell’impastatrice, ho aggiunto il lievito sciolto nell’acqua e ho acceso la planetaria. Ho aggiunto un uovo e fatto assorbire, ho aggiunto lo zucchero poi l’altro uovo e alla fine il burro sciolto. Ho fatto raggiungere l’incordatura). Lasciar lievitare fino a che il volume risulti triplicato (90’ circa)
Secondo impasto: mettere nell’impastatrice il rimanente degli ingredienti e impastare. Aprire il baccello di vaniglia e inserire la polpa nell’impasto. Appena sono amalgamati, aggiungere il primo impasto e far andare la Foglia finché non sia di nuovo elastico e liscio. Lasciar lievitare a temperatura ambiente (ideale a 27°) fino a raddoppiare il volume (90’ circa), quindi utilizzare. Pesare 100 gr di impasto e fare un filoncino lavorandola con le due mani. Tagliare a metà e di nuovo a metà due volte in maniera da ottenere 8 pezzi di 15 gr ciascuno. Tornire i pezzi di pasta ad ottenere delle palline lisce. Far riposare le palline poi tornirle nuovamente e metterle su una teglia imburrata. Dopo 10 minuti, schiacciate con il plamo della mano una ad una fino ad ottenere delle piattelle. Far lievitare a 18°-20° per 4-5 ore e cuocere per 6-7 minuti a 220-230°.
Per la crema pasticcera: La sera precedente unire il latte e la panna. Togliere la polpa dal baccello di vaniglia e, insieme ad una scorza di limone, inserirle nella panna e nel latte per insaporirli. Al mattino: setacciare la farina con metà zucchero e il sale. Scaldare latte e panna con la scorza di limone, la vaniglia e l’altra metà dello zucchero (la presenza dello zucchero aiuta a non far attaccare il latte) Quando il composto è caldo, versarne 100 gr sulla farina e lo zucchero e sbattere con la frusta fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungere i tuorli e montare il più possibile, almeno fino a sciogliere lo zucchero. Quando il rimanente del composto di latte e panna bolle, filtrarlo dalla scorza di limone e rovesciarlo subito dull’impasto. Rimettere sul fuoco e girare con una frusta fin quando è cremoso e comunque almeno fino ad 83°.
Raffreddare con bagnomaria di ghiaccio mescolando per evitare la crosta in superficie fino a che è freddo a 4°. La crema è pronta per essere utilizzata.
Per la Bagna: unire l’acqua e lo zucchero nella casseruola. Portare ad ebollizione gli ingredienti e spegnere. Usare quando è temperatura ambiente Unire i 60 gr di alchermes a 200 gr di sciroppo- La bagna va usata a temperatura tiepida, circa 35°, per meglio inzuppare la pasta brioche e al contempo non evaporare l’alcol presente nell’archemes.
Preparazione: Con un coltello bucare leggermente la pallina di pasta brioche nella superficie che tocca la teglia, quindi inzupparla completamente nella bagna tiepida. Ripetere l’operazione con tutte le altre palline. Con l’aiuto di un sac a poche riempire il buco della pallina di crema pasticcera, lasciando un po’ della stessa sulla superficie in maniera che accompiando le due palline ripiene otterremo una leggera fuoriscita della crema che dà un aspetto ancora più goloso alla pesca. A questo punto rotolare la pesca nello zucchero e decorare con uno spicchio di arancio candito e una foglia di menta.