
Leggevo questo articolo sul sito Style.it e sono rimasta conquistata da quei colori. Cappotto, borsa e scarpe dello stesso colore ..è vero, può essere un azzardo ma azzardare con certi capi si può e si deve. Un colore per ogni giorno o per ogni mood, dall’ufficio, alla serata fra amici, sicuramente non si passerà inosservati! Ho trovato alcuni tris davvero splendidi (potrei far follie per le scarpe di DIor gialle e gli stivali arancio..ma non solo) quindi perché non divertirsi a giocare con i colori dei cappotti, ora che l’inverno diventa più rigido? affrontare delle giornate grigie con dei colori di questo genere non può che farcele affrontare nel migliore dei modi!
E voi, che colore siete? e quale tris indossereste?








Come si fa dopo questa sfilata di colori a non abbinare qualcosa di divertente, sensuale, colorato e anche un po’ fashion? A me son subito venuti in mente i macaron, in bella mostra di sè nelle pasticcerie parigine, neanche fossero dei gioielli!
Ebbene, un macaron per ogni tris… ca va sans dire!
Per la foto dei Macaron, ringrazio la mia cara amica Pasqualina, che mi ha anche insegnato tutti i trucchi per ottenerli a casa!!!
Ricetta: MACARON
Cosa è necessario per 80 coques (ovvero i gusci dei macaron) di 3 cm di diametro:
mandorle in polvere 200 g
zucchero a velo 200 g
albumi 80 g
albumi 80 g
colorante (facoltativo e a scelta)
zucchero semolato 200 g
acqua 75 ml
Avvertenze:
Le mandorle in polvere devono essere il più fini possibili. Cercate la marca che ve lo garantisce o passate in un cutter per qualche secondo (ad impulsi, in modo da non scaldare la farina). Sei il tpt (tant pour tant, ovvero mandorle e zucchero a velo mescolati) non è più che sottile non c’è verso che la superficie del macaron venga liscia. Setacciate il tpt (io lo faccio anche due volte)OBBLIGATORIAMENTE!
Marechal consiglia la meringa italiana, perché più stabile per questo tipo di petit gateau. Mi son trovata benissimo e, anche se ci sono due scuole di pensiero (meringa francese vs meringa italiana) io continuo a preferire la meringa italiana. Montare lentamente 80 g di albumi a neve. Nel frattempo, in una casseruola antiaderente porre prima i 75 ml di acqua e poi i 200 g di zucchero semolato (rispettate rigorosamente l’ordine) e portate ad ebollizione. Quando la temperatura dello sciroppo raggiunge i 105 ° aumentate la velocità dello sbattitore. Interrompere la temperatura dello zucchero a 115° C. (Felder consiglia di aggiungere il colorante in questo momento allo zucchero, perché rende il colore più intenso).versare a filo sottile sugli albumi a neve e continuare a sbattere per circa 10 minuti, finché si raffreddi un poco
Intanto, mescolare il tpt con gli altri 80 g di albumi, dopo averli sbattuti leggermente con la forchetta., fino ad ottenere una pasta di mandorle omogenea. (Marechal invece, il colorante lo aggiunge a questa pasta di mandorle).

Ora comincia la perigliosa fase del MACARONAGE. Che cos’è il macaronage? E’ il procedimento che incorpora la meringa italiana alla pasta di mandorle, che si basa su movimenti precisi per ottenere un composto liscio, omogeneo, leggermente fluido. Sembra facile: non lo è affatto. Si parte incorporando prima un terzo di meringa alla pasta di mandorle per diluirla. Poi si aggiunge il resto con un movimento regolare, dal fondo verso l’alto e dai bordi verso il centro. Non solo. Si alternano dei veri e proprio giri energici dell’impasto fino ad ottenere la giusta fluidità. Io trovo molto istruttivoquesto video (per quanto riguarda il macaronage). Attenzione a non lavorare troppo o troppo poco l’impasto: nel primo caso verrebbero dei macaron bassi e privi di collarino, nel secondo verrebbero degli “amaretti”…anche loro senza il tipico collarino!
Finito il macaronage, ci si avventura nel POCHAGE, ovvero come impazzire nel formare dei cerchietti perfetti della giusta altezza. Ecco, io ancora ci sto combattendo. Penso di essere giunta all’altezza giusta ma sulla forma precisa ancora non ci siamo, tanto che la prossima volta proverò con dei pdf da stampare e mettere sotto la carta forno! In ogni caso, riempire con la spatola una tasca con una bocchetta da 8 mm, incollare un foglio di carta da forno sulla teglia, spalmando negli angoli della pasta dei macaron. Con la tasca realizzate dei cerchietti. Picchiettare il fondo della teglia (per bene, non abbiate timore) e lasciar riposare.
Ecco il punto della discordia. Qui, comincia il CROUTAGE. Ebbene, nella maggior parte dei libri si consiglia un croutage che va dai 30 ai 60 minuti. Per quanto mi riguarda, lascerei questo tempo solo in agosto, con caldo secco alle temperature di 40°C. Ora come ora…lascio che il croutage duri svariate ore (dopo aver clamorosamente fallito la prima volta). E posso anche una notte, male non fa e vi garantisce :
a) Una bellissima superficie liscia
b) Un collarino degno di questo nome (dato che, quando non vi viene, ci rimanete malissimo!)
Finito il croutage, si passa alla cottura: 140 °C per 14-15 minuti (ma regolatevi sempre col vostro forno..andate a tentativi).
Una volta raffreddati, dovreste trovarvi dei gusci di macaron da far invidia ad Herme 8e comunque da far gongolare voi stessi !). Qui, largo alla fantasia per la farcitura: creme al burro, ganache, confetture, marmellate, formaggi, etc etc.
Io in questo caso ho usato una ganache cioccolato bianco e pasta di nocciole (tonde gentili delle Langhe) con un’amarena al centro, e una ganache cioccolato bianco caffè. Ma li ho anche provati con ganache al fondente e una ganache cioccolato al latte e latte di cocco. Fra poco, comincio la sperimentazione sul salato! Una volta riempite, conservate i macaron in frigo per un paio di giorni (il giorno dopo sono molto più buoni) oppure conservateli in freezer e tirateli fuori il giorno stesso che dovete servirli: saranno perfetti!
